Sovvertire lo sguardo dominante: Caravaggio


di Clara Pérez Almodovar
in collaborazione con DONNEXSTRADA

24 marzo 2026




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La maggioranza degli artisti in età moderna ha aderito a convenzioni estetiche e sociali che riflettono e rafforzano uno sguardo patriarcale – soprattutto nella rappresentazione del corpo femminile. L’unico a sovvertire questo sguardo dominante forse è stato Caravaggio: profondamente realista e dissacrante, porta sulla tela i volti del popolo, restituendo umanità e dignità a chi, nella società del tempo, ne era sistematicamente privato. 

Un esempio è il ciclo di San Matteo nella cappella Contarelli, a San Luigi dei Francesi, dove l’evangelista è un esattore che, seduto in una bettola, conta i soldi: ed è in questo momento che arriva la vocazione. La santità, per Caravaggio, irrompe nel reale, non si trova sopra o oltre l’umanità, ma dentro la sua verità più cruda. In questo senso è ancora più rivoluzionaria la sua rappresentazione del corpo femminile, soprattutto in un contesto come la Roma barocca, in cui la donna era spesso relegata ai ruoli di madre, martire o peccatrice. 


Caravaggio infrange questo schema scegliendo come modella per diversi dipinti Maddalena Agnoletti, sex worker notissima nella Roma del tempo. È lei a prestare il volto alla Madonna dei Pellegrini, realizzata per il Giubileo del 1600 e tutt’oggi esposta nella chiesa di Sant’Agostino. Qui Maria non è idealizzata, ma concreta, carnale, terrena. Accoglie i pellegrini a piedi nudi, con un’espressione disinvolta, in una posa che richiama quella tipica delle sex worker dell’epoca per attrarre i clienti. L’effetto fu scandaloso: la stessa donna che accoglieva i clienti nella sua casa -che si trovava a due passi dalla chiesa di Sant’Agostino- si ritrovava ora nello spazio sacro.

È sempre Agnoletti a posare come Maddalena penitente, altra opera in cui Caravaggio non rispetta l’iconografia, che di solito vuole la Maddalena con gli occhi lucidi, in meditazione. Qui sembra stanca, quasi assopita, più vicino alla noia che al pentimento, come a suggerire un dubbio sul senso stesso della rinuncia. E che dire della Morte della Vergine? Qui, la Madonna non ascende al cielo in gloria: giace senza vita come qualsiasi altro corpo umano. Inoltre si dice che Merisi abbia usato come modella un’altra sex worker annegata nel Tevere, dettaglio che ha ulteriormente alimentato lo scandalo. 
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In un’epoca in cui il corpo femminile era costantemente oggettificato, estetizzato o demonizzato, Caravaggio, con il suo sguardo empatico e provocatorio, osa infrangere le gerarchie sociali e simboliche del suo tempo. Nella Roma dei papi, dimostra che si può dare spazio all’invisibile, al marginale, all’indecente. Che persino una sex worker può essere non solo musa, ma figura sacra. È una proposta artistica e politica radicale, resa possibile solo da un talento fuori dal comune – e da una rete che gli ha permesso, almeno per un periodo, di sfidare le regole e sopravvivere al sistema.


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