Studio di nudo maschile
16 dicembre 2022
In Europa, dipingere corpi nudi è stato difficile per diversi secoli: prima l’arte cristiana medievale e poi la Controriforma del Sedicesimo secolo hanno ucciso la creatività di chi voleva cimentarsi in un nudo. Dopo secoli di sotterfugi, e una fase di esagerazione Rococò, sotto la Rivoluzione Francese il nudo è nuovamente vietato. Con la caduta dei giacobini, può finalmente tornare, questa volta, in chiave storica e mitologica.
Con il finire dell’epoca moderna, il movimento neoclassico, soprattutto in Francia, permette finalmente di spostare l’asticella della censura. Il neoclassicismo si ispira all’arte classica greca e romana, dove su stiacciati, e vasi, la nudità faceva da padrona. La cifra stilistica si esprime proprio nella capacità di realizzare nudi di alta qualità, come i maestri antichi.
Un esempio è il lato B, un po’ adombrato, tra i più interessanti del Louvre: quello di Romolo, che dà le spalle al pubblico de Le Sabine di Jacques-Louis David. I bozzetti iniziali lo vedevano vestito, ma David gli toglie la tunica, scoprendone così le doti delle natiche, rivolte verso lo sguardo del pubblico, e dei genitali per cui l'anziana in prima fila rimane esterrefatta.
Giove e Teti di Jean-Auguste-Dominique Ingres
Ingres si cimenta per anni in stupendi nudi maschili. Qui, la precisione del disegno classico si mescola con una anticipazione della sensualità romantica. Esempi come gli eleganti Achille e Patroclo ne Gli inviati di Agamennone (1801) o l’atletico Edipo di Edipo e la Sfinge (1827), o questo Studio di nudo maschile, che ancora oggi ci può porre il limite della censura, nonostante i secoli passati.
Studio di un uomo nudo di Jean-Auguste-Dominique Ingres
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