Normal Planet: dove i musei esistono ancora
8 luglio 2026
Immaginate un museo dove si intrecciano le conversazioni dei pubblici più disparati: giovani intellettuali, amiche in pensione, un gruppo di anziani in visita guidata, un gruppo di TikToker. Questa fantasia prende forma in Normal Planet, film di Ekiem Barbier, Guilhem Causse e Quentin L'helgouac'h, vincitore del Grand Prix della giuria al Brive Film Festival 2026.
È un film d'animazione 3D che ci accompagna attraverso una serie di spazi liminali fino ad arrivare al più liminale di tutti: il museo. Il primo personaggio che incontriamo è una rana che fa il guardasala, da lì iniziamo ad ascoltare le voci di chi passa.
I personaggi animati sono costruiti infatti a partire da registrazioni reali: voci di visitatrici e visitatori del Musée Fabre di Montpellier, che parlano attraverso avatar.
Il gruppo più curioso è quello di tre adolescenti, rappresentate come kawaii girls, che girano storie TikTok mentre scoprono i quadri per la prima volta. A un certo punto sentiamo una di loro mentire alla madre al telefono: dice di essere in biblioteca. Sono andate al museo di nascosto.
La sperimentalità di questo film è notevole su due fronti: quello tecnico, il mondo museale post-apocalittico è girato direttamente dentro un videogioco online, e quello narrativo, che restituisce con precisione e affetto la varietà delle voci che abitano i musei. Vale la pena ascoltarle con più attenzione.
Courtesy immagini: Ekiem Barbier, Guilhem Causse, Quentin L'helgoualc'h
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