Marta Graham e la scuola della verità pelvica


di Clara Pérez Almodóvar

3 giugno 2024




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In un mondo ossessionato dall’idea freudiana dell’invidia del pene, creare un luogo che suscita l’invidia della vagina è un atto rivoluzionario, soprattutto se avviene negli anni Venti del secolo scorso. Martha Graham (1893 - 1991) ci è riuscita: artista iconica della danza e del teatro del XX secolo, ha vissuto all’insegna della libera sperimentazione. You are simply not moving your vagina, “semplicemente non stai muovendo la tua vagina”, diceva alle sue allieve quando non danzavano fluidamente. La sua scuola veniva soprannominata School of Pelvic Truth, Scuola della Verità Pelvica. 

Graham concepisce una tecnica di movimento a partire dal corpo femminile, ideando il principio del contraction release, l’alternanza di contrazione e rilascio basata sul ciclo del respiro. È la zona pelvica il centro da cui ha origine la contrazione, vera propulsione per un movimento organico e autentico. È il padre George Graham, psichiatra,  a insegnarle fin da bambina che il corpo non mente, che ogni malattia è la manifestazione fisica di un disagio interiore. 


 

Scoprii di avere questa inclinazione - l’inclinazione ad essere bella e selvaggia, forse una creatura di un altro mondo. Dopo aver assistito a un solo di Ruth St. Denis nel 1911, Graham capisce di voler diventare una danzatrice. ​​Nel 1916 entra a far parte della compagnia di Ruth St. Denis e Ted Shawn, nel 1926 fonda la scuola Martha Graham Center of Contemporary Dance a Manhattan e la sua prima compagnia formata da sole donne. Passano più di dieci anni prima che includa i primi danzatori uomini, che si dice provassero appunto l’invidia della vagina.

Mette in dialogo la danza coi grandi temi sociali, politici e sessuali della contemporaneità, senza paura. Nel 1936 respinge l'invito di Hitler per le Olimpiadi di Berlino,  l'anno successivo crea l’assolo Immediate Tragedy in reazione alla Guerra civile spagnola ispirandosi alla storia de La Pasionaria- politica repubblicana e comunista che inventò lo slogan No pasarán!- per celebrare la resistenza delle donne che combatterono contro l’instaurarsi del regime fascista. 

Vive la danza come un atto necessario di catarsi collettiva: dopo la Seconda Guerra Mondiale Graham guarda alla mitologia per esplorare i grandi conflitti e le motivazioni dietro alle azioni umane attraverso la storia di eroine tragiche come Medea, Clitemnestra, Giuditta. 
Propone rappresentazioni della femminilità inedite: nel solo Lamentation (1930) diventa quasi una figura asessuata che crea movimenti angolari e geometrici: solo mani, piedi e testa sono visibili, il resto è coperto da un abito in tessuto elasticizzato. Raggiunge un’estrema semplicità della forma corporea: non è più una danzatrice che esprime dolore, è il dolore stesso.
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 Liza Minelly, Bette Davis, Merce Cunningham studiano da lei,  così come i danzatori classici Rudolf Nureyev e Mikhail Baryshnikov. Anche Madonna a vent’anni frequenta la sua scuola a New York, ma non rispetta il dress-code imposto: ogni giorno si presenta con abiti eccentrici.  Per sottolineare la sua identità multiforme, Graham inizia così a chiamarla Madame X, soprannome che Madonna riprenderà come titolo del proprio album nel 2019. 

Martha Graham non ha mai partecipato attivamente alle lotte di rivendicazione femministe, ma non ce n’era bisogno, avendole incarnate in modo viscerale, lavorando a partire dall’anatomia femminile, connettendo movimento e emozione, danzando per celebrare la vita.

C'è un certo desiderio che si ha, un desiderio che è necessità [...] È come un bambino. Quando un bambino dice: Ora, non esiste nient'altro, né il passato né il futuro. È adesso. Per me questo desiderio è il desiderio di vivere, è il desiderio di amare, è il desiderio di lavorare, è il desiderio di una sorta di ordine nel mondo. È un peso avere questo desiderio, ma è un grande privilegio.


 







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