La storia del Monte Verità
3 agosto 2023
La sua storia inizia nel 1899, quando Henri Oedenkoven, giovane e ricco olandese, con la moglie Ida Hofmann, pianista e pedagoga tedesca, insieme ad alcuni amici, arrivano nel Canton Ticino, per la precisione ad Ascona, sul Monte Monascia, ribattezzato in seguito Monte Verità. Qui danno il via a quella che si può definire una comunità hippie ante litteram guidata da valori naturisti e pacifisti.
La quantità e grandezza dei personaggi che l’hanno attraversata è stupefacente. Solo per citarne alcuni: lo psicanalista Carl Gustav Jung, l’architetto del Bauhaus Walter Gropius, l’artista Paul Klee, lo storico delle religioni Mircea Eliade, lo psicanalista Erich Fromm, lo scrittore Herman Hesse.
Gli asconesi chiamavano gli abitanti del Monte Verità “balabiòtt”, in dialetto lombardo “quelli che ballano nudi”. La pratica della danza libera e nuda in natura è una delle più rappresentative del Monte Verità: il ritorno al corpo come unica fonte di liberazione e saggezza è uno dei punti cardine della filosofia di questa comunità.
Di certo la presenza di danzatrici e coreografi come Isadora Duncan, Charlotte Bara, Rudolf von Laban e Mary Wigman è stata cruciale per lo sviluppo e l’importanza della pratica della danza nella comunità del Monte Verità.
Può sembrare incredibile pensare che siamo nei primi anni del Novecento, ma in realtà non c’è da stupirsi: dobbiamo considerare che nella seconda metà dell’Ottocento l’Europa si è ampiamente industrializzata. Tecnologia, scienza e industria cambiano radicalmente il modo di vivere, e, come spesso accade, questo provoca delle reazioni opposte ma ugualmente intense: alla produzione su scala industriale e all’alienazione si risponde con un’alternativa comunitaria e vicina alla natura. C’è chi vuole un’alternativa, non solo a livello sociale e politico, ma anche spirituale.
Come è proseguita la sua storia? Nel 1920 Oedenkoven e Hofman partono per il Brasile e nel 1926 l’area viene acquistata dal barone Eduard von der Heydt, banchiere e collezionista. Decide di costruirvi un albergo in stile Bauhaus, presente ancora oggi.
Nel 1964 il barone muore e lo cede al Canton Ticino, con il vincolo che diventi un “luogo di manifestazioni culturali”. Il celebre curatore Harald Szeemann nel 1978 cura una mostra sulla storia del Monte Verità, Le mammelle della verità.
Per chi ha visto il film Capri-Revolution (2018) di Mario Martone: sì, la comunità di mitteleuropei fondata a Capri ha ovviamente preso spunto da quella del Monte Verità.
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