La pittura vista attraverso un cristallo: Kamala Ibrahim Ishaq
di Edi Guerzoni
28 aprile 2026
Nel 2018 è stata pubblicata l’antologia “Modern Art in the Arab World: Primary Documents”, che ha dato la possibilità di leggere nelle loro traduzioni in inglese molti manifesti dell’arte contemporanea araba. Uno di questi manifesti è quello del Cristallismo, pubblicato in Sudan nel 1976 da diversi autori, tra cui la pittrice Kamala Ibrahim Ishaq.
Il Crystalist Manifesto parla di relatività: non esiste una sola versione dell’essere umano, e quantomeno esiste una sola versione del mondo.
Il cristallo, nelle sue sfaccettature e nella sua trasparenza, è la metafora impiegata da questo gruppo di artiste e filosofi per andare contro l’oppressione del progresso e dell'accademismo nell’arte. Un manifesto che è inserito nella wave modernista, ma che va oltre, ponendosi come elemento chiave del post-modernismo arabo.
Per esempio, propone come sola unità di misura dell’essere umano il piacere, e contrastando l’idea che un oggetto sia sempre solo una cosa o l’altra, il manifesto vede tutte le generalizzazioni come uno strumento di repressione. In ottica decoloniale, il manifesto è anche un’invettiva contro i canoni di separazione tra natura e umanità tipici della cultura Occidentale.
Uno dei concetti chiave del Cristallismo è, infatti, la liberazione: la bellezza, per esempio, risiede nel rifiuto di oggettificare qualsivoglia oggetto.
Courtesy immagini: awarewomenartists.com