Cos’è l’«Entropy-posting?»
4 aprile 2023
Perché queste personalità utilizzano Instagram diversamente da come lo conosciamo offrendoci contenuti ambigui e illeggibili? Che senso ha presentarsi sui social tramite post incomprensibili, facendo dell’entropia la propria estetica?
L’arte lo aveva previsto: dopo i quindici minuti di celebrità di Warhol, il passo successivo sarebbe stato la presenza-assenza dell’identità. Lo si poteva intuire già a partire dal nome del duo formato da Eva e Franco Mattes: un banale e allo stesso tempo incomprensibile codice binario, 010010111010110.org. L’entropia poi è stata approfondita dall’attività online confusa e post-ironica dell’art director Ben Ditto ed estremizzata dall’artista visuale Luca Baioni, nelle cui opere spiriti internettiani sembrano rivelarsi in forma pixelata.
La verità è che, su Internet, nulla è davvero spontaneo o istintivo. Puntiamo a essere criptici, a sabotare la ultra-leggibilità: ne abbiamo abbastanza dei micro-trend di internet, delle piccole nicchie che diventano mainstream. Stiamo stanchi di essere tutti irrimediabilmente, inevitabilmente, uguali. Desideriamo l'individualità, non l’omogeneizzazione, ma la desideriamo tutti allo stesso modo. E allora Instagram è ben lontano dal salvarci, perché nulla, assolutamente nulla, è troppo complesso per gli utenti. L’ Entropy-posting viene compreso, spacchettato, letto e impacchettato nuovamente. Per passare dal mistero al codice ci vuole un attimo. Se l'Entropia è lo Zeitgeist, lo spirito del nostro tempo, allora non esiste più alcun segreto: l’abbiamo già scoperto.
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